Le azioni formative privilegiano modalità didattiche interattive volte a valorizzare l’esperienza personale dei partecipanti. La parte teorica viene integrata da supporti audiovisivi, casi studio ed esempi tratti dalla quotidianità professionale. L’apprendimento viene veicolato attraverso la scoperta diretta (utilizzando, ove possibile, anche modalità ludiche) mentre ampio spazio viene dedicato alle esercitazioni individuali, alle simulazioni di ruolo ed al lavoro di gruppo. Ove possibile, si fa ricorso a registrazioni e videoregistrazioni che consentono di acquisire maggior coscienza e consapevolezza sul proprio comportamento e di sperimentare gli effetti di nuove modalità comportamentali con la partecipazione degli altri membri del gruppo. In questo senso, il caso individuale diviene occasione di apprendimento collettivo.
Il perchè della formazione sul disagio emozionale, sulla comunicazione e la consapevolezza nella relazione:
Perchè previsto dal D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 e successivo D.M. 388 del 2003, e attuale Testo Unico Dlgs Cdm 9.4.2008
perchè già anticipato dall LEGGE 1 marzo 2002, n.39
perchè indicato nella DIRETTIVA 24 marzo 2004 Dipartimento della Funzione Pubblica MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
visto l'Accordo interconfederale per il recepimento dell'accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l'8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP e CES
perchè indicato dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2006, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 200 del 29 Agosto 2006, riguardante i “Criteri di massima sugli interventi psico-sociali da attuare nelle catastrofi”
previsto dall'Atto n° 1711 del 22 Maggio 2003 Atto di intesa fra Stato e Regioni) con l'approvazione delle "Linee guida su formazione e addestramento permanente del personale operante nel sistema emergenza/urgenza"
perchè previsto dalla recente L. 123/2007 “Misure in tema di tutela per la salute e la sicurezza sul lavoro”. |