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| TI PRESENTO CHI SONO |
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Caro navigatore sono felice per la tua visita, grazie! |
ITACA
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta;
piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis
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VALORE DI UN SORRISO
(di Padre Faber )
D onare un sorriso
rende felice il cuore:
arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile d'amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo. |
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| Ti parlo un po’ di questo sito, della mia esperienza ed interesse. |
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| Sono un professionista attento alle dinamiche relazionali e comunicative nelle professioni d'aiuto. Dopo una ventennale esperienza in emergenza sanitaria come infermiere di 118 ho deciso di andare oltre quello che è il sostegno alle funzioni fisiche-fisiologiche degli infortunati; sfiorati appena temi come la Medicina Tradizionale Cinese e l'Audiopsicofonologia Tomatis ho trovato una concezione più completa di quella che definiamo salute: benessere fisico, psichico della persona integrata nel proprio ambiente; tutto questo grazie inizialmente al Counselling dell'Analisi Transazionale e al Counselling dell'Emergenza, successivamente alla Psicologia. |
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| Nasco in una famiglia numerosa, il più grande di quattro figli, e fin dall’età scolare le esperienze di vita mi hanno “abituato” e “instradato” verso contesti di volontariato nelle case della carità, enti di volontariato ambulanziale;ho svolto servizio di Volontario della Croce Rossa di Reggio Emilia per otto anni; in seguito ho deciso di intraprendere la nobile professione di infermiere. |
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| L’interesse verso le “relazioni d’aiuto” è stata una costante fin ora o, se meglio vogliamo definirlo, il mio “salvatore” ha sempre avuto terreno fertile su cui crescere. |
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| Divento infermiere e svolgo la mia attività presso il dipartimento di emergenza urgenza di Reggio Emilia prestando servizio in Centrale Operativa 118, Automedica ed Elisoccorso. Lo sviluppo di competenze tecniche legate all’emergenza e la conoscenza delle più avanzate manovre di soccorso mi hanno portato ad avere bisogno di strumenti diversi per stare vicino alla persona; ho iniziato a ritenere importante, se non fondamentale, sviluppare capacità e competenza per “stare vicino” all’altro |
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| Curioso quanto basta ho costantemente il bisogno di vedere lo stesso oggetto da più punti di vista e ascoltare tante teste ragionare prima di credere di aver capito quello che mi sta davanti. |
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| Nel mio studio sono quindi partito da lontano: Reiki, Medicina Tradizionale Cinese e Arti Marziali, yoga, per capire quanto la filosofia orientale e la modalità di concepire la persona siano alquanto diverse da quelle occidentali; l'AudioPsicoFonologia secondo Tomatis mi ha permesso di vedere un altro modello diagnostico e terapeutico e gli importanti stumenti di intervento che, utilizzando la sinfonia di Mozart opportunamente elaborata e personalizzata all'individuo, agiscono sulle stesse strutture di una psicoterapia. |
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| Il Counselling Psicosoaciale dell’Analisi Transazionale ha poi reso concreta e strutturata una modalità davvero efficace di stare accanto al prossimo e prendersi cura dell’altro attraverso una relazione umana e professionale basata su contenuti e approcci che abbracciano le diverse esperienze psicologiche. |
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| Il passo successivo è stato di creare un profilo che tenesse conto della mia esperienza lavorativa e delle competenze che in emergenza ho acquisito; ho quindi frequentato un master in Counselling dell'Emergenza e, sempre su questo tema, ho partecipato ad altri corsi. |
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| Solo dopo questo mio percorso, che si è incrociato con una supervisione psicoterapeutica al fine di mantenere consapevolezza della mia identità all’interno delle diverse situazioni e setting di “relazione d’aiuto”, mi sono ritrovato un tesoro tra le mani: la teoria olistica tanto studiata a scuola infermieri è diventata ora una realtà dove la persona è vista nella sua globalità, pienezza e grandezza di identità in quanto sempre unica e irripetibile; il “salvatore” che salvava gli altri ora è un professionista disponibile agli altri al fine di “salvare” se stessi. |
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| Dopo anni di studio e di impegno ho concretizzato un modello di intervento che gli attuali schemi di intervento di counselling definiscono “peer to peer” cioè alla pari dove la persona è definita cliente e non paziente e dove non esiste il termine cura ma il concetto di “prendersi cura” della persona. |
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| Se la studio della storia è importante per conoscere il passato, capire il presente e programmare il futuro, e se ogni persona è il risultato della propria storia, allora mantenere una luce sempre accesa su chi siamo, da dove veniamo, su come ci siamo costruiti persona, ci permette di entrare in relazione con gli altri mantenendo ben chiari i nostri bisogni, le nostre esigenze e il nostro apporto in quel contesto. Molto spesso i nostri comportamenti, le nostre risposte a situazioni ci creano conflitti, disagi, incomprensioni e difficoltà nelle relazioni e nella comunicazione interpersonale, professionale e amicale in tutti i contesti; spesso non ci accorgiamo che i comportamenti che riproponiamo sono “copionali”, ripetitivi e stereotipati e troppo spesso ci creano problemi. |
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| La relazione in ambito sanitario, probabilmente più di tutte, tende a mettere in luce i nostri punti deboli; i bisogni primari delle persone che si rivolgono al professionista nelle relazioni di aiuto portano sempre a confrontarsi con i nostri bisogni e con i carichi di lavoro e la pressione che la sofferenza comporta in ogni professionista sanitario: il rapporto sanitario-paziente, soccorritore-ferito, ma anche le relazioni e la comunicazione all’interno delle equipe che si occupano di relazioni di aiuto mette in luce difficoltà e modalità che provengono da molto lontano nella nostra esperienza e che ci ostacolano impedendoci una professionalità Adulta. Anche l’approccio al trauma violento, alla morte, se nella maggior parte dei casi ci permette di essere gestita, altre volte, in momenti di maggiore fragilità o di prolungato servizio nella sofferenza inespressa ci porta a bloccarci proprio quando la situazioni richiede il nostro intervento. |
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| Spero che la lettura di quello che seguirà e la presentazione che ne ho fatto, aiutato anche dal vasto materiale reperito in rete, ti permetta di conoscere modalità nuove per “stare vicino” alla persona. |
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| Attualmente sto studiando Psicologia presso l’Ateneo di Parma...laureando! |